Le circostanze in cui ci siamo trovati nella nostra vita finora sono la conseguenza di tutte le decisioni prese. Molte volte ho pensato ai miei valori: li sto rispettando, li sto mettendo in pratica? Se sprechiamo la nostra vita vivendo nel caos, tutto diventa pericoloso, inadeguato e improduttivo. Molte persone vivono tanto per vivere o, per meglio dire, sopravvivono alle circostanze. Come ho già detto, prendiamo a volte decisioni che non rispecchiano i nostri valori e questo non ci aiuta ad avere successo o a essere felici e gioiosi, perché per esserlo dobbiamo andare oltre l’atteggiamento che ci fa semplicemente sopravvivere agli eventi.
Possiamo fare il primo passo nel cammino della nostra evoluzione modificando le parole. Invece che dire: “Così è stato! Così ci è stato dato! Così doveva essere! Così sono io!”, dobbiamo cominciare a dire: “Io sono consapevole che da adesso tutto cambierà! Lo decido io che sarà diverso!”. Quando finalmente avremo risolto i nostri problemi, dovremo imparare la lezione e anche buttare via l’esperienza. In altre parole, dovremo concentrarci per imparare dalla soluzione e non pensare solo a quello che ci è capitato. Se ci concentreremo sulla soluzione, allora sarà più chiaro quello che dovremo fare e riusciremo a evitare che situazioni simili si verifichino di nuovo. Gli eventi si succederanno ancora e ancora finché non avremo assimilato questo nuovo atteggiamento.
In tutte le nostre esperienze di vita non ci sono vittime, ma solo volontari (attenzione, non sto parlando dei bambini, i quali sono ancora in un’età in cui il libero arbitrio non è completa mente sviluppato). Noi permettiamo agli altri di trattarci male e collaboriamo alla generazione del nostro dolore. Chi si sente vittima sicuramente controbatterà dicendo che la sua situazione è diversa, che non si poteva scegliere una strada migliore: invece di provare a cambiare la sua vita, è la vita stessa che cambia lui.
Molte persone si sentono bene nel ruolo di vittima! Ogni volta che le incontriamo non fanno altro che lamentarsi della loro sofferenza. A volte diventano il simbolo del dolore stesso. Per un brevissimo periodo della mia vita, tanti anni fa, anch’io mi sono sentita così. Ma ora basta: dobbiamo guardarci in faccia e, se essi stono elementi che coscientemente capiamo debbano essere cambiati, con decisione dobbiamo agire di conseguenza e modificarli! La vita è come un viaggio in macchina: se non stiamo attenti a quanta benzina ci rimane nel serbatoio, a un certo punto resteremo “a secco” e dovremo fermarci sul ciglio della strada, sperduti da qualche parte. Oppure può capitare di accorgerci che la benzina sta per finire e con la mano copriamo la spia rossa, ripetendoci che il serbatoio è ancora tutto pieno, sprecando così energie nel far sembrare tutto a posto (razionalizzando, difendendoci, giustificando le nostre scelte) e questo ci toglierà l’opportunità di trovare delle soluzioni.
Non dobbiamo mai porci la domanda “Perché…?” ;invece dobbiamo farci la domanda “Come posso…?”, così avremo un numero infinito di risposte! Non importa, quindi, l’esperienza in sé, è la lezione che abbiamo imparato, che ci aiuterà ad arrivare alla realizzazione dei nostri sogni.

